In un giardino fertile
Di verdi erbette ornato,
Fiorìa rosa purpurea,
Col bianco giglio a lato.
D'api uno stuolo instabile
Sempre a la rosa intorno
Ronzar vedeasi, e suggere
Il mel dal fiore adorno;
Che in se raccolto, ed umile
A se l'api traea,
E del suo succo amabile
Ad esse il don facea.
Doleasi il bianco giglio,
Che solo al vicin fiore
Voli l'augel mellifero,
E sprezzi il suo candore.
A suoi lamenti il semplice
Serpil così rispose.
Se il dolce succo avessero
Da te, ch'han dalle rose,
Non meno a te verrebbero,
Ma tu col succo ingrato
Fuggir fai dal tuo calice
Il lieve augello alato.
Con aspri modi, e ruvidi
Male s'ottien l'intento;
Urbanità piacevole
Ognun rende contento.