Lasso, Amor mi trasporta ov'io non voglio;
E ben m'accorgo che 'l dever si varca,
Onde a chi nel mio cor siede monarca
Son importuno assai più ch'i' non soglio.
Nè mai saggio nocchier guardò da scoglio
Nave di merci preziose carca,
Quant'io sempre la debile mia barca
Dalle percosse del suo duro orgoglio.
Ma lagrimosa pioggia e fieri venti
D'infiniti sospiri or l'hanno spinta
(Ch'è nel mio mar orribil notte e verno)
Ov'altrui noie, a se doglie e tormenti
Porta, e non altro, già dall'onde vinta,
Disarmata di vele e di governo.