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1798–1837

209 (RVF 233)

Giacomo Leopardi

Qual ventura mi fu quando dall'uno De' duo i più begli occhi che mai furo, Mirandol di dolor turbato e scuro, Mosse vertù che fe 'l mio infermo e bruno!

Send'io tornato a solver il digiuno Di veder lei che sola al mondo curo, Fummi 'l Ciel ed Amor men che mai duro, Se tutte altre mie grazie insieme aduno.

Che dal destr'occhio, anzi dal destro sole Della mia donna, al mio destr'occhio venne Il mal, che mi diletta e non mi dole: E pur come intelletto avesse e penne,

Passò, quasi una stella che 'n ciel vole; E Natura e pietate il corso tenne.

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