I' mi vivea di mia sorte contento,
Senza lagrime e senza invidia alcuna;
Che s'altro amante ha più destra fortuna,
Mille piacer non vaglion un tormento.
Or que' begli occhi, ond'io mai non mi pento
Delle mie pene, e men non ne voglio una,
Tal nebbia copre, sì gravosa e bruna,
Che 'l Sol della mia vita ha quasi spento.
O Natura, pietosa e fera madre,
Onde tal possa e sì contrarie voglie
Di far cose e disfar tanto leggiadre?
D'un vivo fonte ogni poder s'accoglie.
Ma tu come 'l consenti, o sommo Padre,
Che del tuo caro dono altri ne spoglie?