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1798–1837

203 (RVF 226)

Giacomo Leopardi

Passer mai solitario in alcun tetto Non fu quant'io, nè fera in alcun bosco; Ch'i' non veggio 'l bel viso, e non conosco Altro Sol, nè quest'occhi hann'altro obbietto.

Lagrimar sempre è 'l mio sommo diletto; Il rider, doglia; il cibo, assenzio e tosco; La notte, affanno; il ciel seren m'è fosco, E duro campo di battaglia il letto.

Il sonno è veramente, qual uom dice, Parente della morte, e 'l cor sottragge A quel dolce pensier che 'n vita il tene. Solo al mondo paese almo felice,

Verdi rive, fiorite ombrose piagge, Voi possedete ed io piango 'l mio bene.

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