Passer mai solitario in alcun tetto
Non fu quant'io, nè fera in alcun bosco;
Ch'i' non veggio 'l bel viso, e non conosco
Altro Sol, nè quest'occhi hann'altro obbietto.
Lagrimar sempre è 'l mio sommo diletto;
Il rider, doglia; il cibo, assenzio e tosco;
La notte, affanno; il ciel seren m'è fosco,
E duro campo di battaglia il letto.
Il sonno è veramente, qual uom dice,
Parente della morte, e 'l cor sottragge
A quel dolce pensier che 'n vita il tene.
Solo al mondo paese almo felice,
Verdi rive, fiorite ombrose piagge,
Voi possedete ed io piango 'l mio bene.