Dodici donne onestamente lasse,
Anzi dodici stelle, e 'n mezzo un sole
Vidi in una barchetta allegre e sole,
Qual non so s'altra mai onde solcasse.
Simil non credo che Giason portasse
Al vello ond'oggi ogni uom vestir si vole,
Nè 'l pastor di che ancor Troia si dole;
De' qua' duo tal romor al mondo fasse.
Poi le vidi in un carro trionfale,
E Laura mia con suoi santi atti schifi
Sedersi in parte e cantar dolcemente.
Non cose umane o vision mortale.
Felice Autumedon, felice Tifi
Che conduceste sì leggiadra gente!