Voglia mi sprona, Amor mi guida e scorge,
Piacer mi tira, usanza mi trasporta,
Speranza mi lusinga e riconforta,
E la man destra al cor già stanco porge:
Il misero la prende, e non s'accorge
Di nostra cieca e disleale scorta:
Regnano i sensi, e la ragion è morta;
Dell'un vago desio l'altro risorge.
Virtute, onor, bellezza, atto gentile,
Dolci parole ai bei rami m'ha giunto,
Ove soavemente il cor s'invesca.
Mille trecento ventisette appunto,
Su l'ora prima, il dì sesto d'aprile
Nel labirinto intrai; nè veggio ond'esca.