Mia ventura ed Amor m'avean sì adorno
D'un bell'aurato e serico trapunto,
Ch'al sommo del mio ben quasi era aggiunto,
Pensando meco, a chi fu quest'intorno.
Nè mi riede alla mente mai quel giorno,
Che mi fe ricco e povero in un punto,
Ch'i' non sia d'ira e di dolor compunto,
Pien di vergogna e d'amoroso scorno;
Che la mia nobil preda non più stretta
Tenni al bisogno, e non fui più costante
Contra lo sforzo sol d'un'angioletta;
O fuggendo, ale non giunsi alle piante,
Per far almen di quella man vendetta,
Che degli occhi mi trae lagrime tante.