Non pur quell'una bella ignuda mano,
Che con grave mio danno si riveste,
Ma l'altra, e le duo braccia, accorte e preste
Son a stringer il cor timido e piano.
Lacci Amor mille, e nessun tende in vano
Fra quelle vaghe nove forme oneste,
Ch'adornan sì l'alt'abito celeste,
Ch'aggiunger nol può stil nè 'ngegno umano.
Gli occhi sereni e le stellanti ciglia;
La bella bocca angelica, di perle
Piena e di rose e di dolci parole,
Che fanno altrui tremar di maraviglia;
E la fronte e le chiome, ch'a vederle
Di state a mezzo dì vincono il sole.