Passa la nave mia colma d'obblio
Per aspro mare a mezza notte il verno
Infra Scilla e Cariddi; ed al governo
Siede 'l signor anzi 'l nemico mio.
A ciascun remo un pensier pronto e rio,
Che la tempesta e 'l fin par ch'abbi' a scherno:
La vela rompe un vento umido eterno
Di sospir, di speranze e di desio.
Pioggia di lagrimar, nebbia di sdegni
Bagna e rallenta le già stanche sarte,
Che son d'error con ignoranza attorto.
Celansi i duo miei dolci usati segni;
Morta fra l'onde è la ragion e l'arte:
Tal ch'incomincio a disperar del porto.