Vinto Saulle? il trionfante, il forte, Il vincitor di mille schiere, e mille, Cui vide il campo ostile Grondante in faccia di onorate stille?
Di cui sperimentar l'alta possanza Il forte Naas, e gli Ammoniti alteri? Lui che possenti, e fieri Popoli assoggettò, che ognor si vide
Di replicati allori ornato, e cinto; Sconfitto ci cade inonorato, e vinto? Dunque fia ver, che d'Israello io miri Scosso l'impero con pupille immote,
Ed il nemico altero Su le veloci andar vittrici ruote? Dunque fia ver, che inutilmente appenda Al fianco il brando inoperoso, e vile?
Nò se il valore ostile Superar non potesti, a tanti mali Tu sottrar mi dovrai... giorno funesto! Nò, non vedrò de le tue ore il resto.
Come talor su' le Garganie selve Antico faggio, ovver quercia frondosa Da l'Aquilon percosso Il forte tronco, e l'alta cima annosa
Cade atterrata, e la cervice altera Abbassa, e scuote la superba chioma, Da l'Austro ancor non doma: Così trafitto dal funesto ferro
Cade Saulle, e sul terren si aggira, Spirando ancor dagli occhi orgoglio, ed ira. Morte... sdegno... furore... ombre fatali... L'insolito pallor... gli orrendi spetri...
L'immagini funeste... Larve... pensieri spaventosi, e tetri; Tutto d'innanzi inaspettata scena Gli mostra... oimè qual improviso lume
Gli balena a la mente? ah il Nume, il Nume... Il cielo oimè sprezzai Del Dio vendicator giusto, è lo sdegno Tutto perdetti, e la corona, e il regno!
Sì dice, e bieco intorno il guardo volge, E de le ferree spade infra il romore Mira un guerriero: ah vieni, Vieni, gli dice, dal trafitto cuore
L'alma non si disgiunge, ah tu m'uccidi. Nol nega quegli, e il fatal brando innalza, E con marzial vigore Sul collo il cala; sanguinoso balza
Il capo, e scritto gli si mira in fronte, = Punite son del ciel le offese, e l'onte. =
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