Giunto m'ha Amor fra belle e crude braccia,
Che m'ancidono a torto; e s'io mi doglio,
Doppia 'l martir: onde, pur com'io soglio,
Il meglio è ch'io mi mora amando e taccia:
Che poria questa il Ren, qualor più agghiaccia,
Arder con gli occhi, e rompre ogni aspro scoglio;
Ed ha sì egual alle bellezze orgoglio,
Che di piacer altrui par che le spiaccia.
Nulla posso levar io per mio 'ngegno
Del bel diamante ond'ell'ha il cor sì duro;
L'altro è d'un marmo che si mova e spiri:
Ned ella a me per tutto 'l suo disdegno
Torrà giammai, nè per sembiante oscuro,
Le mie speranze e i miei dolci sospiri.