Come 'l candido piè per l'erba fresca
I dolci passi onestamente move,
Vertù che 'ntorno i fior apra e rinnove
Delle tenere piante sue par ch'esca.
Amor, che solo i cor leggiadri invesca,
Nè degna di provar sua forza altrove,
Da' begli occhi un piacer sì caldo piove
Ch'i' non curo altro ben nè bramo altr'esca,
E con l'andar e col soave sguardo
S'accordan le dolcissime parole,
E l'atto mansueto, umile e tardo.
Di tai quattro faville, e non già sole,
Nasce 'l gran foco di ch'io vivo ed ardo;
Che son fatto un augel notturno al Sole.