Non fur mai Giove e Cesare sì mossi
A fulminar colui, questo a ferire,
Che pietà non avesse spente l'ire,
E lor dell'usat'arme ambeduo scossi.
Piangea Madonna, e 'l mio Signor ch'io fossi
Volse a vederla e suoi lamenti a udire,
Per colmarmi di doglia e di desire
E ricercarmi le midolle e gli ossi.
Quel dolce pianto mi dipinse Amore,
Anzi scolpio, e que' detti soavi
Mi scrisse entr'un diamante in mezzo 'l core;
Ove con salde ed ingegnose chiavi
Ancor torna sovente a trarne fore
Lagrime rare e sospir lunghi e gravi.