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1798–1837

133 (RVF 155)

Giacomo Leopardi

Non fur mai Giove e Cesare sì mossi A fulminar colui, questo a ferire, Che pietà non avesse spente l'ire, E lor dell'usat'arme ambeduo scossi.

Piangea Madonna, e 'l mio Signor ch'io fossi Volse a vederla e suoi lamenti a udire, Per colmarmi di doglia e di desire E ricercarmi le midolle e gli ossi.

Quel dolce pianto mi dipinse Amore, Anzi scolpio, e que' detti soavi Mi scrisse entr'un diamante in mezzo 'l core; Ove con salde ed ingegnose chiavi

Ancor torna sovente a trarne fore Lagrime rare e sospir lunghi e gravi.

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