Ite, caldi sospiri, al freddo core;
Rompete il ghiaccio che pietà contende;
E, se prego mortale al Ciel s'intende,
Morte o mercè sia fine al mio dolore.
Ite, dolci pensier, parlando fore
Di quello ove 'l bel guardo non s'estende:
Se pur sua asprezza o mia stella n'offende,
Sarem fuor di speranza e fuor d'errore.
Dir si può ben per voi, non forse appieno,
Che 'l nostro stato è inquieto e fosco
Siccome 'l suo pacifico e sereno.
Gite securi omai, ch'Amor ven vosco;
E ria fortuna può ben venir meno,
S'ai segni del mio Sol l'aere conosco.