Io mi rivolgo indietro a ciascun passo
Col corpo stanco, ch'a gran pena porto;
E prendo allor del vostr'aere conforto,
Che 'l fa gir oltra, dicendo: oimè lasso.
Poi ripensando al dolce ben ch'io lasso,
Al cammin lungo ed al mio viver corto,
Fermo le piante sbigottito e smorto,
E gli occhi in terra lagrimando abbasso.
Talor m'assale in mezzo a' tristi pianti
Un dubbio, come posson queste membra
Dallo spirito lor viver lontane;
Ma rispondemi Amor: non ti rimembra
Che questo è privilegio degli amanti,
Sciolti da tutte qualitati umane?