Vinse Annibal, e non seppe usar poi
Ben la vittoriosa sua ventura;
Però, Signor mio caro, aggiate cura
Che similmente non avvegna a voi.
L'orsa, rabbiosa per gli orsacchi suoi
Che trovaron di maggio aspra pastura,
Rode se dentro, e i denti e l'unghie indura
Per vendicar suoi danni sopra noi.
Mentre 'l novo dolor dunque l'accora,
Non riponete l'onorata spada,
Anzi seguite là dove vi chiama
Vostra fortuna dritto per la strada
Che vi può dar, dopo la morte ancora
Mille e mill'anni, al mondo onore e fama.