Nell'età sua più bella e più fiorita,
Quand'aver suol Amor in noi più forza,
Lasciando in terra la terrena scorza,
È Laura mia vital da me partita,
E viva e bella e nuda al ciel salita:
Indi mi signoreggia, indi mi sforza.
Deh perchè me del mio mortal non scorza
L'ultimo dì, ch'è primo all'altra vita?
Che come i miei pensier dietro a lei vanno,
Così leve, espedita e lieta l'alma
La segua, ed io sia fuor di tanto affanno.
Ciò che s'indugia è proprio per mio danno,
Per far me stesso a me più grave salma.
O che bel morir era oggi è terz'anno!