Io canterei d'amor sì novamente,
Ch'al duro fianco il dì mille sospiri
Trarrei per forza, e mille alti desiri
Raccenderei nella gelata mente;
E 'l bel viso vedrei cangiar sovente,
E bagnar gli occhi, e più pietosi giri
Far, come suol chi degli altrui martiri
E del suo error, quando non val, si pente;
E le rose vermiglie infra la neve
Mover dall'ora, e discovrir l'avorio,
Che fa di marmo chi da presso 'l guarda;
E tutto quel perchè nel viver breve
Non rincresco a me stesso, anzi mi glorio
D'esser servato alla stagion più tarda.