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1798–1837

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Giacomo Leopardi

Empio, vincesti omai, cadde trafitto Di Catone il valor; siedi Signore Di Roma altera, e il tuo fatal delitto A l'Italia arrecò pianto, e dolore.

Volgi, o crudele, al campidoglio afflitto Il truce sguardo, e fremi; invan l'amore Cerchi de' tuoi Romani, il duolo è scritto Su la fronte d'ognun, d'ognun sul cuore.

Geme chi volge al tuo funesto trono Le abbattute pupille; il mondo intero I suoi lamenti esprime in flebil suono. Più che sperar non v'è tregua, o perdono,

E con dolente ognun labbro sincero Ai numi chiede di tua morte il dono.

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