Se 'l sasso ond'è più chiusa questa valle,
Di che 'l suo proprio nome si deriva,
Tenesse volto, per natura schiva,
A Roma il viso ed a Babel le spalle;
I miei sospiri più benigno calle
Avrian per gire ove lor spene è viva:
Or vanno sparsi; e pur ciascuno arriva
Là dov'io 'l mando, che sol un non falle.
E son di là sì dolcemente accolti,
Com'io m'accorgo, che nessun mai torna:
Con tal diletto in quelle parti stanno.
Degli occhi è 'l duol; che tosto che s'aggiorna,
Per gran desio de' be' luoghi a lor tolti,
Danno a me pianto, ed a' piè lassi affanno.