Stuol d'augelli di rapina
Ghermì un dì a la chioccia, i figli,
A una vecchia contadina;
Che ripiena d'aspra doglia,
Del pollaio su la soglia
Afflittissima sedea,
E la perdita piagnea.
Quando un falco, che il suo volo,
Non a caso, in ampii giri
Abbassava intorno al suolo;
Ne l'udir tanti sospiri
A la vecchia donna chiese
Perché pianga, chi l'offese.
E non vuoi che mi lamenti?
Replicògli allor colei:
Fieri augelli, tuoi parenti;
Involando i polli miei,
Guarda, guarda come tutto
Il pollaio hanno distrutto.
Donna misera, infelice!
A quel pianto il falco dice:
Troppo giusto è il tuo dolore.
Qual pietà sento nel core!
Al tuo pianto piango anch'io;
Odio anch'io lo stuolo rio,
Che crudele ti ha distrutti,
Ti ha rapito i polli tutti,
E col frutto scellerato
Un per me non ne ha lasciato.
Conosco più persone
Piene di compassione
Al par del mio falcone.