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1798–1837

(10)

Giacomo Leopardi

Stuol d'augelli di rapina Ghermì un dì a la chioccia, i figli, A una vecchia contadina; Che ripiena d'aspra doglia,

Del pollaio su la soglia Afflittissima sedea, E la perdita piagnea. Quando un falco, che il suo volo,

Non a caso, in ampii giri Abbassava intorno al suolo; Ne l'udir tanti sospiri A la vecchia donna chiese

Perché pianga, chi l'offese. E non vuoi che mi lamenti? Replicògli allor colei: Fieri augelli, tuoi parenti;

Involando i polli miei, Guarda, guarda come tutto Il pollaio hanno distrutto. Donna misera, infelice!

A quel pianto il falco dice: Troppo giusto è il tuo dolore. Qual pietà sento nel core! Al tuo pianto piango anch'io;

Odio anch'io lo stuolo rio, Che crudele ti ha distrutti, Ti ha rapito i polli tutti, E col frutto scellerato

Un per me non ne ha lasciato. Conosco più persone Piene di compassione Al par del mio falcone.

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