S'i' sto doglioso, ignun si maravigli,
poiché sì vuol chi può quel che piace
né so quando aver debba omai più piace,
l'alma, ismarrita infra tanti perigli.
Misero me, a che convien s'appigli
mia vana speme, debile e fallace?
Né rincrescer mi può chi ciò mi face:
Amor, che fai? perchè non mi consigli?
Ben fôra tempo ad avanzar tuo corso,
ché la stanca virtù ognor vien meno,
nè molto d'amendue già mi confido.
Ma s'ancora a pietà s'allarga il freno,
tengo ch'assai per tempo fia il soccorso;
se non, tosto udirai l'ultimo istrido.