Io miro, Amor, la terra, e fiumi e l'onde, gli uccelli e i poggi, e fior', le fronde e l'erbe, e lauri, e mirti e i pin', gli abeti e i faggi, la nona ispera e l'altra u' son le stelle,
l'infime sette che i pianeti alberga, e poi mi volgo alla leggiadra donna. Tutte son nulla, fuorché questa donna, che eclipsa el sole e fa intorbidar l'onde,
e sol risplende el mondo ov'ella alberga; over, dove col bel pie' priema l'erbe, e fa sparir nel ciel tutte le stelle, sedendo a l'ombra de ginepri e faggi.
E io, che seguo per selve e per faggi questa gentil, onesta e vaga donna, pria ch'io la giunga, salirà a le stelle, mirando in giuso l'emisperio e l'onde,
el nostro mortal pondo e l'aride erbe, sorridendo del loco u' l'alma alberga. Quando varco là dove Amor alberga (che meglio mi sarebbe andar per faggi,
bevendo l'acqua e degustando l'erbe, parlando meco de la cara donna), mi mostra come alle cerulee onde si bagna questa al lume delle stelle.
E quando penso alle lucenti stelle che fra le rose nel bel viso alberga, sospiri esce del core, de gli occhi onde da spegner foco e da crullare e faggi;
né mi val contra questa altera donna consiglio alcuno, incanti, o sugo d'erbe. Ma 'nanzi che sien secche tutte l'erbe, e che le nube asconda l'alte stelle,
io proverò se 'n questa avara donna umiltate over pietate alberga, o s'ella sta come animal per faggi, cruda sprezzando el ciel, l'abisso e l'onde.
Non han tanta virtù le stelle e l'onde, né l'erbe, e non son tanto duri e faggi, quanto la donna che 'l mio core alberga.
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