Skip to content
1404–1472

II

Leon Battista Alberti

Batista, perché paia che io non temi, com'io non fo, le tue frittelle erbate, per degnità le mie labra sudate rasciugo spesso co' tuoi gran poemi.

E benché d'onestà mio pregio scemi, quest'è l'uccel che getta le piumate, e che per l'occhio del cocuzzol pate la dolcezza che molti induce a stremi.

Ma reverendo tua soverchia rima, nel dir superbo ch'i' ho tanto schivo mestier non mi fu mai scorta né guida; perché il ciel della più degna cima

in me spirò virtù, tosto i' fu' vivo, sotto il cui scudo il mio ingegno si fida. Ché non son di voi altri, gente ruda, che ssanza accidentale andresti nuda.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
II · Leon Battista Alberti · Poetry Cove