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1404–1472

I

Leon Battista Alberti

Burchiello sgangherato, sanza remi, composto insieme di zane sfondate, non posson più le Muse far lellate, poi che per prora sì copioso gemi.

Ingegno svelto da pedali stremi, in cui le rime fioche e svarïate tengon memoria dell'alme beate, a cui parlando di lor palma scemi,

dimmi, qual cielo germina o qual clima corpo che·ssia omai di vita privo, sentir sì faccia di suo fauce strida? Io so un animal che non si stima,

a cui grattargli il mento torna vivo quand'è più morto, e più feroce grida. Poi mi dirai ov'è l'aria sì cruda, che per fatica pel ceffo si suda.

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