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1462–1512

XIII

Lancino Curti

Seccha ha la radice, el trunco ha in polve, lungo il litto paterno, a l'acque intorno, arbore dede già in Thessaglia il scorno a Phebo, a Daphne sotto scorza involve.

Ogni cosa al fin mira, el ciel rivolve i lustri e gli anni e' mesi, a giorno a giorno, el tempo fuge e may non fa soggiorno per l'instabilità che 'l tutto assolve.

Così de proprie foglie han perso l'ombra hedere, ulive, myrthi, palma e alloro, per una amata fronde che gl'ingombra. Serto ratorto più in preggio che d'oro

cinge le chiome e 'l capo sacro adombra quando si sale nel castalio choro.

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