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1520–1546

9

Isabella di Morra

Se a la propinqua speme nuovo impaccio o Fortuna crudele o l'empia Morte, com'han soluto, ahi lassa, non m'apporte, rotta avrò la prigione e sciolto il laccio.

Ma, pensando a quel dì, ardo ed agghiaccio, ché 'l timore e 'l desio son le mie scorte: a questo or chiudo, or apro a quel le porte e, in forse, di dolor mi struggo e sfaccio.

Con ragione il desio dispiega i vanni ed al suo porto appresso il bel pensiero per trar quest'alma da perpetui affanni. Ma Fortuna al timor mostra il sentiero

erto ed angusto e pien di tanti inganni, che nel più bel sperar poi mi dispero.

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