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1520–1546

10

Isabella di Morra

Scrissi con stile amaro, aspro e dolente un tempo, come sai, contra Fortuna, sì che null'altra mai sotto la luna di lei si dolse con voler più ardente.

Or del suo cieco error l'alma si pente, che in tai doti non scorge gloria alcuna. e se de' beni suoi vive digiuna. spera arricchirsi in Dio chiara e lucente.

Né tempo o morte il bel tesoro eterno, né predatrice e vïolenta mano ce lo torrà davanti al Re del cielo. Ivi non nuoce già state né verno,

ché non si sente mai caldo né gielo. Dunque ogni altro sperar, fratello, è vano.

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