Quante grazie vi rendo, amiche stelle,
che 'l nascer mio serbaste in questa etate,
per farmi contemplar tanta beltate,
tante virtù sì rare, adorne e belle!
Quante ne rendo a voi, sacre sorelle,
che 'l basso stil con rime alte et ornate
sospingeste a lodar l'alma onestate,
di cui pur converrà c'altri favelle!
Quante grazie a quegli occhi che mirando
crian parole in me sì vaghe e pronte,
c'ogni anima gentil l'affetta e brama!
Quante a quella serena e lieta fronte,
che 'l mio debile ingegno sullevando
costrinse a desiar perpetua fama!