Fuggi, spirto gentil, fuggi lo strazio
e l'iniqua pregione e 'l fiero ardore,
e fa che omai conosca il tuo valore
colui che del tuo mal non è ancor sazio.
Or ti bisogna aitar, che hai modo e spazio
da prender l'arme e farti un bello onore,
che le rete stan ferme in suo vigore;
di che tua virtù sola e 'l ciel ringrazio.
Anzi, se mai di te ti calse o cale,
due altre, su, ne aggiungi a le due prime,
per farne un carro aurato e triunfale.
Oh lieto, oh grande il dì, che 'n sì sublime
luogo i' te veggia, e teco aprendo l'ale,
ti inalzi insino al ciel con le mie rime!