Mirate, donne mie, l'alma dolcezza
che tien negli occhi questa mia Medusa;
mirate ove mirando è sì confusa
la mente mia, c'ogn'altro ben disprezza.
Mirate quella angelica bellezza,
in mezzo Lete per mia morte infusa;
mirate il petto, ov'è riposta e chiusa
ogni rara eccellenzia et ogni altezza.
Ma state accorte che nel primo assalto
non vi trasforme, come il giorno ch'io
trasfigurar senti'mi in duro smalto.
Ond'or ringrazio Amore, e 'l desir mio
che mi costrinse a sospirar tant'alto,
ch'i' posi il mondo e me stesso in oblio.