O vita, vita non, ma vivo affanno,
nave di vetro in mar di cieco orrore,
sotto pioggia di piante e di dolore
che sempre cresce con vergogna e danno,
le tue false promesse e 'l vero inganno
mi han prive sì d'ogni speranza il core,
ch'io porto invidia a quei che son già fòre
et ho pietà degli altri che verranno.
Quando vid'io mai di sereno o lieto?
quando passò quest'alma ora tranquilla?
quando il mio cor fu libero o quieto?
quando senti' mai scema una favilla
de l'incendio infelice, ove io mi acqueto,
per più non ritentar Cariddi e Scilla?