Skip to content
1458–1530

XCVI

Iacopo Sannazaro

È questo il legno che del sacro sangue resperso fu, nel benedetto giorno che fuggì vinto, con paura e scorno, quel falso, antico, alpestro e rigido angue.

Qui il mio Signor lasciò la spoglia esangue tornando al suo celeste alto soggiorno, e scolorissi il santo viso adorno, come purpureo fior, che, inciso, langue.

Oh pietà somma, oh rara e nova legge, per noi offrirsi a morte acerba e dura chi 'l ciel, l'aer, la terra e 'l mar corregge! Lassa, mente infelice, ogni altra cura:

vedi il pastor, che va per le sue gregge, come agnel mansueto a la tonsura.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XCVI · Iacopo Sannazaro · Poetry Cove