Le dubbie spemi, il pianto e 'l van dolore,
i pensier folli e le delire imprese,
e le querele indarno al vento spese,
m'hanno a me tolto, e posto in lungo errore.
Ma tu, del cielo eterno alto motore,
la cui pietà precorre a nostre offese,
per quel non finto amor che in noi ti accese,
drizza a buon corso il disviato core;
sì che se al cominciar di tanti affanni
prese camin che 'l passo al ciel li serra,
almen si volga a te ne' miglior anni.
Signor, com'oggi flagellato in terra
col sangue ristorasti i nostri danni,
porgi omai pace a la mia lunga guerra!