Limpido fonte, che sovente ascolti
il suon dell' aspre mie voci dolenti,
liberi augelli, che con mesti accenti
sète al mio lamentar più fiate avolti;
selve, antri, boschi, che avete sepolti
i sparsi mei sospir del petto ardenti,
fere silvagge, e voi, Ninfe eccellenti,
monti, piagge vicine e lochi incolti;
o testimoni de mia iniqua sòrte,
a l' impia mia nemica fati fede
quanto me sia la vita acerba e forte.
E s' ella il grave mio dolor vi crede,
vedreti convertirsi in vita morte,
ché vita e morte sol da lei procede.