Sonanti liti, e voi, rigidi scogli,
ove piangon dal vento l' onde rotte,
diserte piagge e solitarie grotte
ove spesso disfoco i mei cordogli;
immenso mar, che con l' altr' acque accogli
da questi occhi mei amare gotte,
e che col suon de mie voce interrotte
sovente acquieti l' inquïeti orgogli;
orridi monti, e voi, minute arene,
che senza numer sète e senza fine,
sì come sono ancor mie amare pene;
per parte inerte, inculte e peregrine
debb' io sempre, in disio e fòr di spene,
dolermi al mondo con voci meschine?