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1458–1530

VI*

Iacopo Sannazaro

Perché, s' io sguardo el sguardo ognor me rendi e se sospiri ai miei sospir cocenti, quando te scrivo in carta i mie' tormenti, mai non rispondi, anzi a disdegno 'l prendi?

Duolmi, madonna, assai che non intendi qual sïano d' Amor gli stral pongenti, ché una lettra notata in dolci accenti porta mille saette e dardi orrendi.

Cieco se pinge Amor, ma non già muto, per dimostrar che ne l' amar si vuole più da la lingua che dagli occhi aiuto. Il sguardo passa, e restan le parole

sculte ne la memoria; e s' è veduto che Giosu5è fermò, parlando, il sole.

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