I begli occhi c'al sole invidia fanno
con sue vaghezze amorosette e nove,
certi de l'arder mio per mille prove,
ebber pietade del mio lungo affanno;
e per ristoro alfin d'ogni mio danno,
acciò che il sospirar via più mi giove,
fer lieti i mei, che giorno e notte altrove
già per usanza remirar non sanno.
Così Fortuna, un tempo acerba e ria,
or dolce e piana, par che si disarme,
se da tal corso il Ciel non la desvia:
la qual, per più beato al mondo farme,
mosse in quel punto la nemica mia
con un dolce sospiro a salutarme.