Ahi letizia fugace, ahi sonno leve,
che mi dai gioia e pena in un momento,
come le mie speranze hai sparte al vento,
e fatto ogni mia gloria al sol di neve!
Lasso, il mio viver fia noioso e greve,
sì profondo dolor ne l'alma sento;
c'al mondo or non sarebbe uom sì contento,
se non fosse il mio ben stato sì breve.
Felice Endimion, che la sua diva,
sognando, sì gran tempo in braccio tenne,
e più, se al destar poi non gli fu schiva!
Ché se d'un'ombra incerta e fuggitiva
tal dolcezza in un punto al cor mi venne,
qual sarebbe ora averla vera e viva?