— Son questi i bei crin d'oro, onde m'avinse
Amor, che nel mio mal non fu mai tardo?
Son questi gli occhi, ond'uscì 'l caro sguardo
ch'entro 'l mio petto ogni vil voglia estinse?
È questo il bianco avorio, che sospinse
la mente inferma al foco ove tutt'ardo?
Mani, e voi m'aventaste il crudel dardo,
che nel mio sangue allor troppo se tinse?
Son queste lo mie belle amate piante,
che rivesten di rose di viole
ovunque ferman l'orme oneste e sante?
Son queste l'alte angeliche parole?
Chi ebbe — dicev'io — mai glorie tante? —
quando apersi, oimè, gli occhi e vidi il sole.