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1458–1530

LX

Iacopo Sannazaro

Senza il mio sole, in tenebre e in martiri, in lungo pianto, in solitario orrore, trapasso i giorni e li momenti e l'ore, e l'aspre notti in più caldi sospiri.

E benché in sonno acquete i miei desiri quella, nel cui poder gli pose Amore, io sarei spento già, se non che 'l core si sforza ombrarla, ove ch'i' vada o miri.

Altro che lacrimar gli occhi non ponno, né d'altro che di duol l'alma si pasce: colui sel sa che del mio danno è donno. Oh ben nati color c'avolti in fasce

chiuser le luce in sempiterno sonno, poi che, sol per languir, qua giù si nasce!

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