Senza il mio sole, in tenebre e in martiri,
in lungo pianto, in solitario orrore,
trapasso i giorni e li momenti e l'ore,
e l'aspre notti in più caldi sospiri.
E benché in sonno acquete i miei desiri
quella, nel cui poder gli pose Amore,
io sarei spento già, se non che 'l core
si sforza ombrarla, ove ch'i' vada o miri.
Altro che lacrimar gli occhi non ponno,
né d'altro che di duol l'alma si pasce:
colui sel sa che del mio danno è donno.
Oh ben nati color c'avolti in fasce
chiuser le luce in sempiterno sonno,
poi che, sol per languir, qua giù si nasce!