Trentaduo lustri il ciel, girando intorno,
su la riva di Sorga un verde alloro
veduto ha sempre con bei rami d'oro
far più fresc'ombra assai che 'l primo giorno;
tal che s'or impetrasse a noi ritorno
colui ch'ivi nascose il suo tesoro,
potrebbe ringraziarne il bel lavoro,
che di frutti e di fiori il fe' sì adorno.
O cultura felice, e ben spese ore,
o sacro inchiostro, o aventurosa penna,
come il poteste voi sospinger tanto?
Ma — Rallégrati — dice il mio signore,
— ché, se 'l tuo Febo il ver di te m'accenna,
non si spargerà in van tutto 'l tuo pianto. —