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1458–1530

LII

Iacopo Sannazaro

Se mai morte ad alcun fu dolce o cara, l'alma infelice il prova in questo stato, la qual, piangendo il suo tempo passato, si trova in vita più che assenzio amara.

Quella che 'l secol nostro orna e reschiara, a cui le Stelle, Amor, Fortuna e 'l Fato diedero in sòrte questo sconsolato, fa la mia pena al mondo e nova e rara.

Così, morte bramando, io mi consumo, e 'n su le nubi, ov'io mi volga intorno, veggio far mie speranze or ombra or fumo. Così ad ogni or, farfalla, al foco torno;

così, fenice, al sole il nido allumo, e moro e nasco mille volte il giorno.

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