Se mai morte ad alcun fu dolce o cara,
l'alma infelice il prova in questo stato,
la qual, piangendo il suo tempo passato,
si trova in vita più che assenzio amara.
Quella che 'l secol nostro orna e reschiara,
a cui le Stelle, Amor, Fortuna e 'l Fato
diedero in sòrte questo sconsolato,
fa la mia pena al mondo e nova e rara.
Così, morte bramando, io mi consumo,
e 'n su le nubi, ov'io mi volga intorno,
veggio far mie speranze or ombra or fumo.
Così ad ogni or, farfalla, al foco torno;
così, fenice, al sole il nido allumo,
e moro e nasco mille volte il giorno.