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1458–1530

III

Iacopo Sannazaro

Del funesto arbor l' ombre oscure e spesse fuggi, fuggi, crudel, heu! fuggi, infido; non legger, se non sei pietoso e fido, le meste lettre in la cieca urna impresse.

Qui son le spoglie insanguinate e oppresse de l' infelice e abandonata Dido, qual, per sanar dove le die' Cupido, la data spada in mezzo il petto messe.

E se di ciò, viator, ella fu vaga, non te stupir, perché chiaro si vede che spesso l' una doglia l' altra appaga. Stolta fu ben, e stolto è quel che crede

sanar con doglia un' amorosa piaga, ché 'l duol di quella ogn' altra doglia eccede.

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