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1235–1294

LVI

Guittone d'Arezzo

Lasso, en che mal punto ed en che fella e crudel parte misi intendimento! Ché me e 'l mio disamo, e amo quella, che nel mal mio poder mette e talento,

e piò che cosa alcuna altra li abella lo doloroso meo grave tormento: ben è sembrante, oi me lasso, ched ella fu fatta sol per meo distrugimento.

Adonque che ferò? Pur sofriraggio? Non già; ma parterò contra de core: se me non vinco, altrui mal vinceraggio. E metterò lo meo corale amore

en loco tal, che sia cortese e saggio, non che m'alcida, s'eo son servidore.

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