Ahi, como è ben disorrato nescente
qual piò tiensi saccente,
se divin giudici'onn'intender crede,
e ciò che lo saver suo non ben sente
reo stimar mantenente,
unde Dio dice iniquo e perde fede!
Mira, o superbi'om desconoscente,
se ben te scerne mente,
onne opera d'om, che meglio vede:
ben male e male ben dice sovente.
Come dunque sì gente
devine schernerai? Pens'ov'è fede.
Minor mal è pensar non sia Deo
che non pensarlo reo;
ché como necessaro ello pur sia,
è ch'ello bono sia,
ve se non bono, non Dio. Che dunqu'eo?
Se lui bon credo, e che far creder dia?
Oh, che fella mattia
dir alcun: – no è bon, ché ben non veo! –
e: – fallir pria creo
divina bonità, che scienzia mia! –