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1235–1294

CXIX

Guittone d'Arezzo

Dolente, tristo e pien di smarrimento sono rimaso amante disamato. Tuttor languisco, peno e sto in pavento, piango e sospir di quel ch'ho disiato.

Il meo gran bene asciso è in tormento: or son molto salito, alto montato, non trovo cosa che m'sia valimento, se non com omo a morte iudicato.

Ohi, lasso me, ch'io fuggo in ogni loco, poter credendo mia vita campare, e là, ond'io vado, trovo la mia morte. La piacente m'ha messo in tale foco,

ch'ardo tutto e incendo del penare, poi me non ama, ed eo l'amo sì forte.

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