Skip to content
1235–1294

CLXXXIV

Guittone d'Arezzo

D'animo fievilezza e codardia, vizio dannoso troppo e disorrato, se gola e carne tenta a villania od alcun altro, adess'ha on conculcato.

E sì, se cosa, qual aspra lui sia, el punge, e' cade e fa, che vol peccato: demoni e vizi tutti han segnoria del tutto d'esso, e servo è lor provato.

Unde vile è via piò che fango o sterco, poi conculcano lui vizi e demoni: oh, quanti alteri son d'esti vil servi! Piò che di bassi trovamo, se cerco.

Ma quanto è maggio tal più, se ragioni, servo piò vil de' servi è de' conservi.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CLXXXIV · Guittone d'Arezzo · Poetry Cove