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1235–1294

CLXII

Guittone d'Arezzo

Miri, miri catuno, a cui bisogna, e col suo bon saver reggiase dritto, e non già prenda, né tegna a rampogna, ciò ch'è, de proprio, a sua salute scritto.

Ami nel drappo suo cardo, e no sugna: cardar'è aunto ov'ha palmar trafitto. Se losenghieri e auro e amici islogna, pregi poi poco lo podere e 'l fitto;

dico che quanto el di montar più pugna maggiormente è nel basso e dietro affitto. Ché se poder fa soldo e voler livra, perché meno si paga ove più acquista,

ma' gaude el mondo e Dio chi, segnor saggio, che de sua guerra e d'altrui si delivra, soi vizi aspegne e sua vertù avvista, ha de sé e del suo lo segnoraggio.

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